Quale motore PureTech è affidabile?

Il motore PureTech oggi più rassicurante è il 1.2 di terza generazione dotato di catena di distribuzione, introdotto progressivamente a partire dal 2023. Risolve il principale punto debole delle vecchie versioni con cinghia a bagno d’olio e riprende gran parte della meccanica. È tuttavia ancora troppo recente per poterne garantire l’affidabilità sul lunghissimo periodo. Per un acquisto di seconda mano, la potenza dichiarata — 100, 110, 130 o 136 CV — non è mai sufficiente: occorre identificare l’esatta generazione del motore e verificarne la cronologia.

Quale PureTech scegliere come priorità?

Se cercate di ridurre il rischio, privilegiate un veicolo equipaggiato con il 1.2 EB di terza generazione con catena. Si trova in particolare su diversi modelli recenti nelle versioni Hybrid 100 o Hybrid 136, nonché su alcune versioni a benzina da 100 o 136 CV. Questa generazione è stata profondamente rivista: distribuzione a catena, segmenti rinforzati, nuova combustione e numerosi componenti riprogettati.

Oggi questa scelta è la più coerente nella famiglia 1.2, ma è importante mantenere una precisazione: una catena, da sola, non garantisce l’assenza di guasti. La terza generazione ha meno esperienza rispetto ai motori a cinghia commercializzati dal 2014. È quindi più promettente e tecnicamente più rassicurante, senza poter ancora essere definita infallibile.

Le tre generazioni del 1.2 PureTech

Generazione Periodo indicativo Distribuzione Valutazione
Generazione 1 Circa dal 2014 al 2018 Cinghia in bagno d’olio Massima attenzione: sono documentati il deterioramento della cinghia e il consumo d’olio
Generazione 2 A partire dal 2018, a seconda dei modelli Cinghia in bagno d’olio Sono state apportate evoluzioni, ma i rischi non sono completamente scomparsi
Generazione 3 Introduzione progressiva dal 2023 Catena Versione da privilegiare, con ancora poca esperienza sul lungo lunghissimo periodo

Queste date sono indicative, non costituiscono un metodo di identificazione certo. Due auto immatricolate nello stesso anno possono montare motori diversi a seconda del modello, della data di produzione e della versione. Inoltre, la denominazione commerciale « PureTech » è progressivamente scomparsa, mentre continuano a essere utilizzate motorizzazioni derivate.

Perché i vecchi motori a cinghia suscitano dubbi?

Sulle prime generazioni, la cinghia di distribuzione funziona nell’olio motore. Con l’invecchiamento, l’uso di un olio inadatto, determinati impieghi urbani o la diluizione dell’olio da parte del carburante, la cinghia può deteriorarsi. Le particelle possono quindi contaminare il circuito di lubrificazione e ostruire il filtro a rete, con il rischio di una riduzione della pressione dell’olio e di danni meccanici.

La famiglia ha inoltre registrato casi di consumo eccessivo di olio. Le cause non sono identiche in tutti i periodi: sono stati interessati, in particolare, la segmentazione e il sistema di separazione dei vapori dell’olio. Per questo motivo, la sostituzione della cinghia da sola non consente sempre di concludere che un motore usato sia stato reso affidabile in modo duraturo.

Stellantis ha introdotto, a determinate condizioni, una copertura speciale che può arrivare a 10 anni o 180.000 km per alcune generazioni precedenti interessate dal deterioramento prematuro della cinghia o da un consumo eccessivo di olio. Questa copertura è utile, ma non sostituisce né l’esame del veicolo né la verifica della sua manutenzione.

Il 1.2 PureTech 130 è meno affidabile del 110 CV?

Non bisogna scegliere basandosi esclusivamente sulla potenza. I motori da 110 e 130 CV delle generazioni con cinghia condividono un’architettura e punti di attenzione simili. Al contrario, una potenza di 100 o 136 CV può indicare, a seconda del veicolo e dell’anno, una meccanica più datata o un motore di generazione 3.

Pertanto, un annuncio che indica soltanto « 1.2 benzina 130 » o « PureTech 100 » non fornisce informazioni sufficienti. Il modello esatto, il numero VIN, la data di produzione, il codice del motore e il tipo di distribuzione sono più determinanti del numero di cavalli.

Come riconoscere un PureTech a catena?

Il metodo più affidabile consiste nel comunicare il VIN a un concessionario o a un riparatore che disponga dei dati del costruttore. Potrà confermare il codice del motore, la data di produzione e il piano di manutenzione applicabile.

Su numerosi motori 1.2 è presente un indizio visivo: sulla generazione 3, il tappo di riempimento dell’olio è generalmente integrato nella parte superiore del coprimotore. Sulle generazioni con cinghia, la sua posizione è diversa e talvolta una parte della cinghia può essere osservata attraverso il foro. Questa osservazione non deve sostituire la verifica tramite VIN, soprattutto se alcuni componenti del motore sono stati modificati o sostituiti.

Bisogna evitare tutti i PureTech con cinghia?

Un vecchio PureTech con cinghia non è automaticamente guasto. Alcuni esemplari hanno percorso un chilometraggio elevato grazie a una manutenzione rigorosa. Tuttavia, il rischio statistico e finanziario è sufficientemente documentato da imporre maggiore prudenza rispetto a un motore privo di questo storico.

L’acquisto può essere preso in considerazione solo se il prezzo tiene conto del rischio e se la documentazione è particolarmente completa: fatture complete, olio conforme alle specifiche del costruttore, controlli regolari della cinghia, assenza di un consumo anomalo di olio e una garanzia scritta sufficientemente tutelante. In assenza di uno storico verificabile, è meglio lasciar perdere.

I controlli indispensabili prima dell’acquisto

  • Identificare il motore tramite il VIN, senza basarsi soltanto sull’anno di immatricolazione.
  • Richiedere tutte le fatture e verificare che gli intervalli e la qualità dell’olio corrispondano alle prescrizioni del costruttore.
  • Controllare la distribuzione: tipo, stato, data e chilometraggio dell’eventuale sostituzione.
  • Controllare il livello dell’olio e verificare l’eventuale presenza di un consumo insolito tra due cambi.
  • Effettuare un avviamento a freddo e ascoltare eventuali rumori anomali.
  • Verificare le spie e i guasti memorizzati. Una lettura con una valigetta diagnostica per auto aiuta a individuare alcuni codici, ma non sostituisce un controllo meccanico completo.
  • Far ispezionare l’auto da un professionista indipendente prima di firmare, in particolare per un modello con cinghia.

Quale manutenzione effettuare per limitare i rischi?

Rispettare la viscosità e soprattutto la specifica dell’olio prevista per il motore e l’anno del modello. Un olio con l’indice corretto ma senza l’omologazione giusta non è necessariamente adatto. Controllare regolarmente il livello, non prolungare gli intervalli tra i cambi e far esaminare immediatamente qualsiasi consumo insolito.

Su un motore con cinghia a bagno d’olio, chiedete che venga controllata durante la manutenzione secondo il metodo e le scadenze del costruttore. Una spia della pressione dell’olio, un servofreno insolitamente duro, strattoni, una perdita di potenza o un rumore meccanico devono indurre a fermare il veicolo in condizioni di sicurezza e a rivolgersi a un professionista. Continuare a guidare può trasformare un guasto ancora riparabile in una rottura del motore.

E i motori 1.6 PureTech?

Il 1.6 PureTech a quattro cilindri appartiene a un’altra famiglia meccanica, derivata dal motore EP, noto anche con la denominazione THP. La sua storia, le sue versioni e i suoi punti deboli non sono quelli del 1.2 tre cilindri con cinghia a bagno d’olio. Sarebbe quindi fuorviante applicargli automaticamente lo stesso verdetto. Anche in questo caso, il codice motore, l’anno del modello e la cronologia della manutenzione devono guidare l’acquisto.

Verdetto: il PureTech più affidabile è quello con catena?

Per un acquisto attuale, la generazione 3 del motore 1.2 con catena è quella da preferire. La sua progettazione risponde direttamente ai difetti più noti delle generazioni precedenti. Deve comunque essere considerata la versione più rassicurante, non un motore la cui affidabilità a chilometraggi molto elevati sia già stata dimostrata definitivamente.

Per un’auto usata dotata di cinghia, non limitatevi a verificare che la cinghia sia stata sostituita di recente o che il chilometraggio sia basso. La decisione deve basarsi sull’identificazione precisa del motore, sulla cronologia completa, sul consumo d’olio, su una diagnosi meccanica e sulle condizioni della garanzia. Nel caso del PureTech, la tracciabilità vale più di un semplice anno o della potenza indicata nell’annuncio.

Domande frequenti

A partire da quale anno il PureTech diventa più affidabile?

La riprogettazione della generazione 3 ha iniziato a essere introdotta nel 2023. Tuttavia, l’anno di immatricolazione non è sufficiente: alcune versioni con cinghia hanno continuato a essere commercializzate durante la transizione. Verificate il VIN e il tipo di distribuzione.

Un PureTech con una cinghia nuova è esente da rischi?

No. Una cinghia nuova riduce un rischio immediato legato a questo componente, ma da sola non fornisce informazioni su un eventuale consumo d’olio, sulle condizioni del circuito di lubrificazione o sulle conseguenze di un precedente deterioramento.

Il PureTech Hybrid 136 utilizza una catena?

Le versioni Hybrid 136 di nuova generazione utilizzano generalmente il motore 1.2 Gen 3 con catena. La conferma deve comunque essere effettuata sul veicolo specifico e tramite il relativo VIN.